CHAILLY LUCERNA 2018

La notizia è di ieri. Un altro podio importante, è appena finito in mani e braccia italiane. Quelle di Riccardo Chailly, 62 anni, di Milano,  designato direttore  musicale dell’Orchestra del Festival di Lucerna. L’incarico s’aggiunge a quello di direttore principale, e dal 2017 musicale,  della Scala e dell’orchestra del  Gewandhaus di Lipsia. Il debutto nel nuovo ruolo è per il 12 agosto 2016, con l’Ottava Sinfonia di Gustav Mahler, un compositore nelle corde di Chailly e di chi l’ha preceduto in quest’incarico svizzero, Claudio Abbado.

Festival di Lucerna e rispettiva orchestra brillano nel panorama europeo. Brillano grazie a stelle italiane, tra l’altro sempre legate alla Scala. Si parte dal 1938, anno di fondazione dell’Orchestra del Festival da parte di Arturo Toscanini che volle un complesso d’élite, con il meglio in circolazione: una luce nel buio nazista. Il progetto di Toscanini, appannatosi con gli anni, tornava alla ribalta nel 2003 con Abbado che rilanciava l’Orchestra secondo i principi  ispiratori del 1938. Ovvero: fra i leggii, solo il meglio. Fioriva un complesso  senza pari, con solisti e prime parti  delle migliori orchestre, smontato e rimontato all’occorrenza, anzitutto per l’impegno estivo a Lucerna, qualche tour. Alla radice, il legame con Abbado che parlò in termini di “orchestra di amici”.

Questo lusso di manifattura italiana, rimasto orfano con la scomparsa di Abbado nel gennaio 2014, è stato affidato a Chailly. Che ha commentato a caldo: “essere responsabile di questo grande progetto artistico avviato da Abbado non  è solo un privilegio, è anche un qualcosa che tocca del corde dell’emotività”. Del resto, Chailly incontrava Abbado giovanissimo, diventandone assistente alla Scala a 18 anni. “Per me Abbado è stato un modello e poi un punto di riferimento e l’amico di una vita, con un legame profondo fino alla fine”. Certo, assumere questo ruolo è una sfida: l’”orchestra di amici” è una creatura ed emanazione di Abbado. Ma proprio le affinità elettive con Abbado, temperamento artistico, fase anagrafica di Chailly che vive la fase d’oro della sua carriera, sono i fattori che hanno pesato sulla bilancia delle decisioni a Lucerna dove per mesi è circolato insistentemente il nome di Andris Nelsons, giovane lettone dalle quote in ascesa, guida stabile della Boston Symphony con un contratto che si spinge fino al 2022. Fu lui, l’estate scorsa,  a dirigere i concerti pensati per Abbado, scelta letta come simbolico passaggio di consegne. Ma proprio in questi giorni, sollecitato sul tema,  aveva confessato di non avere impegni futuri con Lucerna, con l’eccezione delle date nel calendario 2015.

Chailly ha poi uno stretto legame con Michael Haefliger, direttore artistico del Festival,  con cui  collabora “da molti anni in pieno accordo artistico. Credo che lavorare insieme sia un’opportunità per sviluppare ulteriormente il profilo musicale dell’orchestra e del festival, sia in Svizzera sia a livello mondiale”, ha dichiarato.

L’impegno svizzero va ora a sommarsi a due incarichi importanti e pregressi di Chailly, quello scaligero e con Lipsia. Del resto, fin dall’insediamento a Milano, il direttore fu chiaro. Avrebbe assunto l’incarico numero uno della Scala,  senza però cedere esclusive. La reazione della Scala al nuovo incarico? Felicitazioni dall’orchestra, l’ala del teatro – per ovvie ragioni – più vicina al direttore musicale dunque sensibile alle sue scelte. Non emergono, insomma, preoccupazioni per cure e attenzioni d’ora in poi da dividersi per tre. Quello con la Scala rimane l’impegno più incisivo, implica la condivisione di una filosofia di vita del teatro, la  responsabilità di una macchina operativa complicatissima, allestimenti di opere e non solo concerti, audizioni… A Lipsia, invece, l’impegno è circoscritto alla sola orchestra. La nomina di ieri, che al momento impegna Chailly per 5 concerti l’anno,   in Scala è vista come medaglia al valore per un direttore, e di riflesso per le istituzioni legate alla sua figura. Il Sovrintendente  scaligero Alexander Pereira parla in termini del “più prestigioso completamento dell’attività del Maestro”. Segue rassicurazione: Lucerna si inserisce nella pausa estiva del Teatro scaligero.